L'orientamento
Prima parte del percorso guidato su mappe
concettuali e mappe mentali.
Ideato e realizzato da Giuseppe Vitale, Problem
Teller.
Per richiesta di informazioni scrivere a giuseppev@gmail.com.
Se questi argomenti sono di tuo interesse segui nel Vitale's Blog, il blog dell'autore di questo percorso, gli argomenti sul Mind Mapping. L'autore è a disposizione per lezioni, corsi e workshop personalizzati.
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Quante volte nella vita
privata e in quella professionale ci perdiamo e non sappiamo più in che
direzione andare. Spesso perdiamo il nostro orientamento
e procediamo "navigando a vista", vivendo cioè giorno per giorno.
Avremmo bisogno di una guida ma nessun manuale ci insegna come fare. A
volte chiediamo consigli a persone di cui ci fidiamo o seguiamo dei
modelli di comportamento. Ma vorremmo possedere la capacità di saper
discernere in modo autonomo e tempestivo.
Il labirinto della ragione, Escher.
Che fare?
Nella vita.
Nelle situazioni.
Nel creare.
Nell'insegnare.
Le scelte.
Nei problemi.
Nello studio.
Nelle riunioni.
Nell'internet.
Mappa concettuale.
Che fare?
"Che fare?" si chiedeva Lenin in un suo famoso opuscolo che aveva come
sottotitolo: Problemi scottanti del nostro movimento, vale a
dire del movimento socialdemocratico di cui Lenin era leader. Egli
s'interrogava sui problemi presenti e sui passi giusti da compiere per
raggiungere i suoi obiettivi politici. L'analisi dei problemi gli
avrebbe dato, in altri termini, il piano d'azione.
Non sempre, però, le nostre analisi sono lucide e non sempre, quindi,
ci consentono di intravedere la via d'uscita e di compiere i passi
giusti.
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Nella vita
Intraprendere oppure no questa o quella professione? Trasferire oppure
no l'azienda in questa o quella parte del mondo? Lasciare o no il
proprio partner? Investire in una piuttosto che in un'altra direzione?
La vita è un continuo scegliere tra una posizione e
un'altra, in una tra tante situazioni, una soluzione al posto di altre.
E queste scelte sono tutte più o meno determinanti. Spesso ci si
preclude una grande possibilità per una scelta errata, con tutta
l'amarezza e il pentimento che ne conseguono.
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Nelle situazioni
Tutti prima o poi sperimentiamo situazioni difficili, che ci mettono in
crisi, di fronte alle quali non si sa bene o per niente cosa fare.
Spesso ci si trova a decidere in condizioni difficili in cui la nostra
mente è annebbiata o confusa a causa di sentimenti contrastanti, di
elementi che ci fanno arrabbiare e che non ci permettono di vedere con
serenità il da farsi.
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Nel creare
Gli artisti possono essere di
"feeling" o di ricerca. I primi in modo istintivo esprimono un grido di
dolore o di gioia a fronte di certi eventi nella storia privata o
dell'umanità. Pensiamo a Picasso quando dipinse Guernica,
quale grido di disperazione e denuncia dopo il bombardamento
sull'omonima cittadina spagnola durante la seconda guerra mondiale. I
secondi realizzano studi, bozzetti, modelli per delle opere che molto
spesso non vedono la luce e che magari sono destinate a risolvere
questo o quel problema, come nell'immensa produzione artistica di Leonardo
Da Vinci.
La creazione artistica o
artigianale più in generale è un continuo scegliere i materiali più
adatti, le tecniche più opportune, i modelli adeguati ecc. E' un
continuo risolvere problemi, affrontare questioni, prendere decisioni.
E si tratta di scelte cruciali perché coinvolgono la
vita professionale e privata di chi deve decidere. Una scelta errata
può mandare in fumo mesi o anni di lavoro o degli investimenti fatti. E
molto spesso senza alcuna garanzia. Capita anche ai grandi artisti di
sbagliare come capitò a Leonardo Da Vinci quando dipinse l'Ultima
Cena, dipinto che si rovinò ben presto.
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Nell'insegnare
I buoni insegnanti devono scegliere i metodi più proficui di
insegnamento, i contesti e i materiali più adeguati, i migliori metodi
di valutazione. E si tratta di scelte molto difficili perché dovranno
forgiare i cittadini e gli insegnanti di domani. Da loro dipende il
buon andamento della società, dell'economia, della politica. Si tratta
di un impegno gravoso che se non sentono come missione rischia di
demotivarli. Tuttavia tra tutti quelli che devono prendere delle
decisioni sono in una posizione privilegiata perché una buona
teoria dell'apprendimento può aiutarli molto.
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Le
scelte
Se avessi dato retta ai consigli dei miei amici ora non sarei qui. Se
fossi rimasto più calmo in quella situazione le cose sarebbero andate
meglio. Se avessi cercato ancora un po' avrei trovato una migliore
soluzione. Spesso, con il senno di poi, ci accorgiamo di alcune alternative
che non abbiamo voluto prendere in considerazione. Perché ce ne
accorgiamo solo dopo? Perché al momento di prendere delle decisioni
certe soluzioni non le vediamo? C'è un modo, una tecnica, uno strumento
che permette di orientarsi in questi casi? E se si, quale?
A volte sappiamo cosa fare perché siamo stati istruiti e ammoniti a
dovere ma finiamo con il farci prendere dal fascino di esplorazioni in
territori che non possiamo permetterci di esplorare. Sappiamo di aver
perso la bussola ma continuiamo ad andare avanti.
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Nei problemi
"La buona impresa ha problemi interessanti, l'altra problemi noiosi. Il
buon management è l'arte di rendere i problemi così interessanti e le
soluzioni così costruttive che tutti vogliono avere a che fare con
esse. Il cattivo management presenta i problemi in maniera tale che la
gente cerca sempre di evitarli, di trasformarli in promemoria, di
delegarli o di cestinarli. I problemi buoni galvanizzano. I problemi
cattivi snervano".
(Paul Hawken, Come scegliersi un'attività e farne un
business, Tascabili Bompiani)
E tu da che parte stai? Ti fai ancora assalire dai cattivi problemi che
mettono ansia e che disorientano o dalla parte dei buoni problemi che
mettono entusiasmo e che danno la direzione? Per orientarti al meglio
nei problemi consulta
Il Problem Telling.
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Nello studio
Per molti i titoli di studio sono carta da macero. Spesso ci si trova,
infatti, di fronte a degli studi che nulla hanno a che vedere con il
mondo del lavoro o che magari pur essendo orientati a una specifica
professione non permettono di esercitare perché non c'è più richiesta
di mercato per quella data professione.
Spesso, poi, le offerte di corsi di laurea o di specializzazioni è così
variegata che non si sa quali scegliere.
Oppure ancora spesso ci si trova nel non saper scegliere quale esame
dare prima e quali dopo, nel non saper programmare il proprio percorso
accademico.
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Nelle riunioni
Nelle riunioni emergono spesso una tale varietà di posizioni e di
opinioni, spesso contrastanti, che è difficile farne una sintesi,
specie se queste persone che si riuniscono sono tutte di pari grado. Si
ricorre allora a delle soluzioni forzate che finiscono per accontentare
alcuni e scontentare altri oppure a delle soluzioni talmente
super-partes che tutti ne rimangono delusi. Che fare in questi casi?
Come comportarsi?
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Nell'internet
Spesso la nostra frequentazione della rete è del tutto casuale,
istintiva. Anche la nostra presenza in rete individuale o di società è
il frutto spesso della scelta di una moda, di una prassi, di un
qualcosa a cui ci adeguiamo ma senza comprenderne dinamiche e
potenzialità.

