Il mind mapping
Terza parte del percorso guidato su mappe
concettuali e mappe mentali.
Ideato e realizzato da Giuseppe Vitale, Problem
Teller.
Per richiesta di informazioni scrivere a giuseppev@gmail.com.
Se questi argomenti sono di tuo interesse segui nel Vitale's Blog, il blog dell'autore di questo percorso, gli argomenti sul Mind Mapping. L'autore è a disposizione per lezioni, corsi e workshop personalizzati.
<Pagina precedente — Prima pagina — Pagina successiva >
Il capitano Moncalieri, durante la Guerra di Spagna, si accorse che
una parte del suo plotone risultava dispersa. Dopo vane ricerche e
quando stava per segnalare la perdita al comando generale il caporale e
il resto degli uomini rientrò integro e salvo al campo base. Il
capitano elogiò quegli uomini e scoprì con meraviglia che il caporale
li aveva guidati al campo base con una mappa delle alpi cuneesi invece
di quella dei Pirenei, dove si trovavano.
Com'è possibile che sia avvenuto questo episodio riportato da
Alberto Scocco in
Costruire mappe (Franco
Angeli)? Come poterono rientrare al campo base quegli uomini con una
mappa sbagliata, che apparteneva ad altra regione geografica?
Il punto è che non importa quale mappa tu abbia. L'importante è che ne
abbia una, per quanto sbagliata. L'avere una mappa può farti tornare al
campo base oppure può farti andare alla ricerca delle Indie per
trovare, poi, un continente sconosciuto agli europei.
Menu
I cervelli arroganti.
Il pensiero al lavoro.
Il pensiero radiale.
Le strategie testuali e visive.
Mappa concettuale.
I cervelli arroganti.
Pensiamo per
un momento se Leonardo da Vinci avesse usato soltanto le parole scritte
per prendere appunti. Pensiamo al suo Codice Atlantico senza i
tanti disegni che lui ha fatto. Sarebbe indecifrabile e inutile. Oppure
pensiamo agli spettacoli da Mistero Buffo in poi di Dario Fo
senza tutti i disegni che produce: non sarebbe più in grado di
concepire e raccontare più niente. Anzi già forse dai suoi spettacoli
ha sempre pensato per immagini. Oppure pensiamo ai film di Fellini
senza i suoi disegni preparatori: perderebbero tutta la sua importante
carica onirica.
Se questi grandi cervelli usano delle immagini per lavorare e
produrre come possiamo pensare, noi, di farne a meno, visto
che non siamo dei geni come loro e quindi abbiamo meno capacità di
loro? Nonostante che siano dei grandi geni hanno bisogno di fotografie,
disegni, immagini quali strumenti di lavoro. Come possiamo pretendere,
noi comuni mortali, di farne a meno? Siamo forse noi più intelligenti e
fantasiosi di loro per permetterci il lusso di fare a meno delle
immagini?
Eppure lo facciamo tutti i giorni. Il 95% delle persone del mondo
distrugge la sua creatività prendendo degli appunti solo scritti, come
ha rilevato il cognitivista Tony Buzan. Ecco svelato uno dei
maggiori responsabili delle gravi difficoltà che abbiamo nel pensare,
nel pianificare, nello studiare, nel prendere decisioni.
Il pensiero al lavoro.
Perché invece di parlare per immagini continuiamo a usare le parole
scritte o dette? “Permane nella nostra cultura una sorta di pregiudizio
e di abitudine logocentrica, che continua a
privilegiare il linguaggio verbale e la scrittura, rendendoci ciechi o
poco consapevoli di fronte all'immagine” scrive in proposito Eleonora
Fiorani in Grammatica della comunicazione (Lupetti). E se ci
pensiamo anche solo per un attimo è uno dei più grandi paradossi del
nostro tempo. Siamo di continuo bombardati di immagini ma siamo
analfabeti. Non abbiamo un pensiero per capire le stesse immagini che
vediamo. Spesso non sappiamo distinguere nemmeno tra segno e
significato. Ma quel che è più deleterio è che abbiamo rinunciato a
produrre immagini nelle attività di studio e di lavoro.
Occorre allora rimettere al lavoro il nostro cervello attraverso la
produzione di immagini e mappe. Solo così abbiamo speranza di tornare
ad essere quei produttori di senso che gli abitanti di altre epoche e
civiltà erano, come i filosofi nell'antica Grecia, i rinascimentali,
gli umanisti, gli illuministi ed altri ancora. Leggi su questo un
articolo dedicato al
pensiero visivo.
Il pensiero radiale.
La natura è stata
molto generosa con noi. Ci ha dato il cervello più sviluppato, in
termini di facoltà creative e linguistiche, più dotato fra tutti gli
animali. Molti ritengono di non avere immaginazione, fantasia quando
invece ciascun essere umano ha delle capacità associative infinite.
Una parola, un numero, un odore, un colore e qualsiasi altro elemento
può essere rappresentata come una sfera centrale dalla quale
s'irradiano tantissime idee ed associazioni mentali. Il cervello è come
macchina che produce di continuo associazioni. Potremmo definirlo una Macchina
di Associazioni che si Ramificano (RAM), come lo ha definito
Tony Buzan nel suo libro
Mappe mentali (NLP Italy).
Quindi tutte le idee possibili o impensate o inconsuete sono a
disposizione dentro il nostro cervello. Abbiamo a disposizione "un
super biocomputer con linee di pensiero che si irradiano da un numero
praticamente infinito di nodi di dati" come lo definisce Buzan. Leggi
l'intervista che gli è stata fatta dal titolo
We think like exploding stars.
Le strategie testuali e
visive.
“La mappa è uno
straordinario costrutto cognitivo di grande sofisticazione, che sta a
monte della stessa organizzazione del sapere nei suoi diversi campi,
venendo a costituire il modello del procedere astratto e concettuale
del pensiero” scrive Eleonora Fiorani in Grammatica della
comunicazione (Lupetti). Per lei la mappa è ancora di più, perché “
è anche narrazione, strategia testuale, è una sorta di sceneggiatura a
chiave, il cui esito è l'orientamento”. Una mappa è molto di più di una
piantina di un edificio o di una città.
(In alto: foto di torres21 su Flickr)
Usa sia strategie testuali sia il potere delle immagini per rappresentare un pezzetto di realtà scegliendo i suoi elementi più significativi agli occhi di chi la costruisce e la utilizza. Come ci ricorda Alberto Scocco (in Costruire mappe, Franco Angeli) grazie al mind mapping è possibile:
- rappresentare idee e concetti;
- semplificare le operazioni visuali;
- acquisire maggiore consapevolezza dei processi operativi e mentali adottati;
- attivare la creatività e la fantasia;
- sviluppare percorsi laterali;
- bilanciare razionalità e creatività.
Torna al menu.
Mappa concettuale sul mind mapping.

