Le mappe concettuali e mentali

Quarta ed ultima parte del percorso guidato su mappe concettuali e mappe mentali.
Ideato e realizzato da Giuseppe Vitale, Problem Teller.
Per richiesta di informazioni scrivere a giuseppev@gmail.com.

Se questi argomenti sono di tuo interesse segui nel Vitale's Blog, il blog dell'autore di questo percorso, gli argomenti sul Mind Mapping. L'autore è a disposizione per lezioni, corsi e workshop personalizzati.

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la piazza principale di Ghardaia"Perdersi a Eudossia è facile: ma quando ti concentri a fissare il tappeto riconosci la strada che cercavi in un filo cremisi o indaco o amaranto che attraverso un lungo giro ti fa entrare in un recinto color porpora che è il tuo vero punto d'arrivo. Ogni abitante di Eudossia confronta all'ordine immobile del tappeto una sua immagine della città, una sua angoscia, e ognuno può trovare nascosta tra gli arabeschi una risposta, il racconto della sua vita, le svolte del destino".

L'augurio è che ogni mind mapper, ogni disegnatore di mappe del pensiero, possa avere la stessa opportunità degli abitanti di Eudossia descritta da Italo Calvino ne Le città invisibili: trovare tra i rami della mappa una risposta, qualcosa che racconti la propria vita, una svolta che porti al cambiamento.
I disegni, i tipi di mappa che finora abbiamo a disposizione e che vanno sotto l'etichetta di mappe del pensiero sono:

  1. le mappe concettuali;
  2. le mappe mentali.

 

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Le mappe concettuali.
Le mappe mentali.
I casi d'uso.
Mappa concettuale.

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Le mappe concettuali.
Illustrazione di mappa concettualeUna mappa è molto di più di una piantina di un edificio o di una città. Usa sia strategie testuali sia il potere delle immagini per rappresentare un pezzetto di realtà scegliendo i suoi elementi più significativi agli occhi di chi la costruisce e la utilizza. E' proprio in relazione alla produzione di significati che Joseph Novak e la sua équipe arrivò a formalizzare e ad utilizzare sempre di più le mappe concettuali. Le mappe concettuali sono “un valido sistema per aiutare i docenti a organizzare le conoscenze per l'insegnamento, e un buon metodo per gli studenti per scoprire i concetti chiave e i principi contenuti nelle lezioni, nelle letture o in alto materiale didattico”, così le definisce Novak nel suo libro L'apprendimento significativo (Erickson). Le ha utilizzate dapprima nelle scuole e poi con successo anche in ambiti aziendali. L'immagine riprodotta qui in alto proviene al sito web www.pavonerisorse.to.it

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Le mappe mentali.
Illustrazione dell'autore sulle mappe mentaliLa mappa mentale, al pari delle mappe concettuali, è una forma di rappresentazione grafica del pensiero. E' una creatura del cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti. Prendono le mosse dalle mappe concettuali utilizzate da Joseph Novak, negli anni '70 ma ne differiscono per alcuni punti essenziali.

La logica.
Logica associazionista per le mappe mentali; "connessionista" per quelle concettuali. Nel primo caso, infatti, si gioca tutto sulle associazioni che le parole, i temi, i concetti ecc. e quindi gli elementi in generale hanno tra di loro.

Lo spazio.
I due tipi di mappa sono differenti anche nella geometria, nell'uso dello spazio. Le mappe mentali usano infatti una disposizione radiale: a partire dall'elemento centrale si dispongono gli elementi a raggiera. La disposizione delle mappe concettuali è invece di tipo reticolare: spesso non c'è un preciso punto di partenza.

La struttura.
Altra differenza importante riguarda la struttura. Nelle mappe mentali si lascia fluire libero il pensiero e quindi le associazioni si posizionano secondo la logica radiale tramite delle diramazioni che vengono disegnate in modo sempre più sottile man mano che ci si allontana dal centro: è come se si mettesse un neurone in primo piano e quindi si vede il neurone al centro e dietro "in prospettiva" i gangli e gli altri neuroni più piccoli. C'è una sorta di profondità che nelle mappe concettuali sparisce: la struttura torna bidimensionale e le idee chiave sono tutte dello stesso ordine gerarchico d'importanza. Non solo. Vengono messe in connessione da etichette.

Il punto di partenza.
Le mappe concettuali partono da una "domanda focale" che è consigliato appuntarsi nella mappa stessa. Dopodiché si cercano tutte le connessioni e le implicazioni di quella domanda. Da questo punto di vista la mappa concettuale esalta al massimo le connessioni con aspetti che potrebbero apparire distanti. La mappa mentale parte invece da un'idea o problema centrale e subito si va alla ricerca di tipo associativo-immaginativo di tutto ciò che sta attorno all'idea o al problema: idee-chiave che solo in un secondo momento si strutturano meglio.
 

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I casi d'uso.
Si potrebbe dire che le mappe concettuali sono più adatte per lo studio e le analisi. Le mappe mentali per i progetti, il cercare nuove idee, il raccontare una storia. Ma la differenza, in fondo, non è così netta. Per prendere delle decisioni, ad esempio, le mappe mentali si prestano molto bene.
Ecco un elenco di casi d'uso parziale e approssimativo poiché non ci sono limitazioni nelle potenzialità delle mappe del pensiero:

  • Decisioni di ogni tipo.
  • Studio.
  • Lezioni.
  • Presentazioni.
  • Progetti di ogni genere.
  • Training.
  • Convegni e conferenze: sia nella preparazione sia come materiale da distribuire.
  • Indagini investigative.
  • Corsi di formazione.
  • Memoria.
  • Autoanalisi.
  • Brainstorming.
  • Management.
  • Problem Solving.
  • Pensiero Creativo.

 

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Mappa concettuale sulle mappe del pensiero.


 

 

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