L'apprendimento
Seconda parte del percorso guidato su mappe
concettuali e mappe mentali.
Ideato e realizzato da Giuseppe Vitale, Problem
Teller.
Per richiesta di informazioni scrivere a giuseppev@gmail.com.
Se questi argomenti sono di tuo interesse segui nel Vitale's Blog, il blog dell'autore di questo percorso, gli argomenti sul Mind Mapping. L'autore è a disposizione per lezioni, corsi e workshop personalizzati.
<Pagina precedente — Prima pagina — Pagina successiva >
La ragione per
cui spesso non riusciamo a vedere davanti a noi è che abbiamo gli occhi
e non li usiamo. Il motivo per cui certe idee non ci vengono in mente è
che abbiamo un cervello ma non lo utilizziamo per pensare. Situazioni
di stress o di pericolo oppure cattivi abitudini riducono le nostre
capacità di affrontare le situazioni. O siamo troppo istintivi oppure
troppo riflessivi o tendiamo ad evitare i problemi o siamo egoisti
oppure ancora ci occupiamo così tanto dei problemi che questi
aumentano. Spesso siamo disperati perché sembra che qualsiasi cosa
facciamo si rivolti contro di noi. E non capiamo perché!
Il motivo di tutta questa confusione è che non siamo capaci di leggere
certe situazioni nei loro dettagli e quindi non riusciamo a vedere la
via d'uscita o, se la vediamo, non abbiamo le capacità per arrivarci.
In altri termini non sappiamo cercare ed organizzare le
informazioni giuste.
Alla radice di tutto ciò c'è la mancanza di metodi e strumenti giusti
di apprendimento. E' molto probabile che tutto quello che ci hanno
insegnato a scuola non ci sia servito a niente o addirittura che ci
abbia creato difficoltà di lavoro, affettive e sociali.
E' tempo di riprendere in mano il nostro destino, prima che sia troppo
tardi. Si tratta di imparare a diventare i veri artefici e responsabili
della nostra vita. In molti lo hanno già fatto e tanti stanno imparando
a farlo. Se decidi di farlo non sarai solo o sola in questo percorso.
Menu
L'apprendimento meccanico.
L'apprendimento significativo.
L'apprendimento sovraordinato.
Mappa concettuale.
L'apprendimento meccanico.
Alcuni tra di noi ricorderanno ancora la tabella pitagorica mandata giù
a memoria durante gli anni della scuola elementare o poesie come l'Infinito
o interi canti della Divina Commedia. Queste memorizzazioni
saranno state senz'altro efficaci nello sviluppare le nostre capacità
mnemoniche che in qualche occasione abbiamo dovuto utilizzare al di là
degli anni scolastici per ricordare numeri di telefono, qualche
citazione utile per i nostri discorsi o scritti, qualche proverbio
tramandatoci da genitori e nonni. Com'è noto la memoria si sviluppa con
l'esercizio ripetuto, meccanico.
Per tanti studenti, purtroppo, fino all'università, questo rimane l'unico
tipo di apprendimento che si riceve. Molti studenti si
presentano, infatti, a interrogazioni o esami con gli argomenti
ripetuti nello stesso modo, con gli stessi termini e persino con gli
stessi esempi citati dal libro o dai testi che si dovevano studiare.
Questo spesso può anche determinare un buon voto finale ma non ha fatto
altro che sviluppare la sola memoria del discente. Apprendere in modo
mnemonico la successione di date ed eventi di un testo di storia non
farà mai dello studente né un appassionato né un cultore della storia
né tanto meno uno storiografo.
Il problema nasce quando si cerca di affrontare le situazioni
professionali e della vita con questo tipo di apprendimento. E' come se
volessimo fare i contadini conoscendo solo i nomi di tutte le piante e
di tutti gli alberi. Utile ma del tutto insufficiente e inadeguato alle
mille incombenze del lavoro del contadino.
L'apprendimento significativo.
E' possibile
avere un apprendimento che ci dia la capacità di saper guardare a tutti
i termini di una questione complessa e quindi di ragionare per capire
passi e tempi giusti per la nostra azione, anche senza esperienza?
La risposta è si. Questo tipo di apprendimento esiste, è oggetto di
studio e ha già cambiato in meglio la vita di molte persone. Si tratta
dell'apprendimento
significativo.
Che cos'è l'apprendimento significativo?
E' quell'apprendimento che ha dato per esempio ai contadini analfabeti
latino-americani di Paulo Freire la possibilità di
apprendere in poco tempo, senza tecniche mnemoniche, a leggere e a
scrivere e che ha dato loro quindi la responsabilità del proprio
destino.
E' quell'apprendimento che trasforma i dipendenti della catena di
montaggio della Ford, automi come nel film Tempi Moderni di
Chaplin, in persone che pensano come i dipendenti dell'IBM.
L'apprendimento
sovraordinato.
C'è un passo
ulteriore rispetto al già eccellente apprendimento significativo ed è l'apprendimento
sovraordinato: il sogno di tutti, il poter realizzare qualcosa
di importante per se stessi e l'umanità.
Il cattivo studente di matematica quale era stato in una fase della sua
vita Albert Einstein si trasformò proprio grazie all'apprendimento
sovraordinato in quel grande scienziato che tutti noi conosciamo oggi.
Il cattivo studente di medicina quale fu Charles Darwin ancora grazie
all'apprendimento sovraordinato ci ha dato un contributo fondamentale
nel comprendere che le specie si sono evolute.
E' sempre grazie
all'apprendimento sovraordinato che Michelangelo ha potuto concepire e
realizzare opere straordinarie come la cupola della Basilica di San
Pietro a Roma, il David, la Pietà, la Cappella Sistina.
E non si pensi che simili vette siano precluse ai più. E' semmai vero
il contrario: sono alla portata di tutti. E questo perché talvolta
vengono costruiti nuovi concetti che riorganizzano e integrano ampi
settori della conoscenza che, in precedenza, non erano mai stati
riconosciuti come correlati tra loro.
Mappa concettuale sull'apprendimento

