Quando il corpo ci parla di problemi interessanti.
Articolo di Cecilia Mariotto.
L'interessantissimo punto di vista proposto dal Problem Telling mi ha fatto
riflettere sulla grande positività degli spunti che offre. Creare,
narrare problemi interessanti, irresistibili, a cui trovare
un'altrettanto interessante soluzione è uno spunto che stimola
notevolmente la nostra creatività, e soprattutto ci consente di
metterci in gioco con tutte le nostre carte, e di crearne anche di
nuove, se questo può esserci utile e funzionale.
Come psicologa e operatrice shiatsu mi interessa molto condividere con
voi i problemi che ci pone il nostro corpo. Mettersi in gioco
anche su questo piano, ascoltando ogni tipo di linguaggio che noi
conosciamo è molto importante. Il corpo ha un suo linguaggio per
parlarci, per mandare i suoi segnali, e sta a noi ascoltarlo e fare
tesoro del campanello che sta suonando.
Ed è con lo spirito creativo del “Problem Telling” che possiamo
ascoltarci dando ad ogni problema il suo nome, come scrive
Giuseppe Vitale nel
Decalogo
dei Problem Teller.
A questo punto, come ci parla il nostro corpo? Come possiamo “tradurre”
i suoi segnali?
A questo proposito mi piace citare nuovamente uno spunto di Giuseppe,
in I
Problemi
e la stupidità in cui sottolinea come non dobbiamo avere paura
nell'ascoltare un nostro problema, perchè è proprio attraverso il modo
in cui ci poniamo di fronte ai nostri problemi che abbiamo la
possibilità di liberare la nostra creatività e la nostra fantasia. E in
questo modo abbiamo sempre una strada che ci consente di crescere.
Pensiamo a come ci parla il nostro corpo, ai segnali che ci manda, e a
come noi li cogliamo. Ad esempio, di fronte ad un mal di testa abbiamo
diverse possibilità: possiamo arrabbiarci per il fastidio che ci
arreca, possiamo prendere qualcosa che in quel momento ce lo allevia,
possiamo invece aspettare che passi cercando di riposare, possiamo,
ancora, chiederci: “perchè mi è venuto il mal di testa”?
Questa domanda ci consente di porci un nuovo problema. Se sappiamo
porci un problema che possa esserci utile, ad esempio dall'evento “mal
di testa”, abbiamo in qualche modo saputo cogliere il segnale allora
abbiamo tutte le possibilità per dare un senso a questo momento.
Ma, vi chiederete, come si può definire utile un forte mal di testa?
Domanda più che legittima. Sta a noi giocarci bene la palla.
Abbiamo un forte mal di testa, cerchiamo di ascoltare in che momento ci
è venuto. Chiediamoci: cosa stavo facendo, che cosa mi ha impedito di
fare questo forte mal di testa, sono riuscita o riuscito a fare tutto
quello che avevo voglia di fare... e via dicendo. Sta a noi darci la
possibilità di porci tante domande, senza paura, perchè le
facciamo nel rispetto di noi stessi. E con lo stesso rispetto possiamo
poi risponderci, in tutta sincerità, perchè attraverso il modo che
abbiamo di ascoltare il segnale, e quindi di porci il problema,
possiamo poi trovare una soluzione interessante.
Il nostro corpo è un'ulteriore porta attraverso cui entrare e conoscere
noi stessi. Siamo un unità integrata di mente e corpo, ed è quindi
importante ascoltarci nella nostra interezza. Perchè ogni segnale che
il corpo ci da ci permette di stimolare questa nostra unità, perchè
attraverso il suo segnale possiamo, attraverso la nostra mente, la
nostra conoscenza, la nostra elaborazione, porci il problema in modo
funzionale e creativo per noi. Questo per riuscire a utilizzare
qualsiasi spunto per crescere e per migliorare ogni volta.
Proviamo ad ascoltare la differenza, se ci capita, che passa tra il
“prima” e il “dopo” un esercizio di rilassamento. Cosa notiamo
di diverso? Come ci percepiamo? Il flusso di energia che scorre lo
percepiamo solo a livello corporeo o in qualche modo ha influito anche
sul flusso delle nostre idee? Ci fa vedere le cose da un altro punto di
vista?
Partendo quindi da un mal di stomaco, da un mal di testa, dal fatto di
avere molto sonno, o di non averne affatto, possiamo iniziare a
prendere spunto per quelli che il Problem Telling definisce “problemi
irresistibili”.
Per cui anche dai segnali del nostro corpo si può arrivare a porsi
questi problemi: la strada che sto prendendo mi sta portando ad una
cosa che mi piace? Quello che sto facendo è una cosa che mi soddisfa?
Voglio realizzare un lavoro di squadra, per raggiungere il mio
obiettivo, come posso fare?
E questi sono segnali che possono esserci molto utili, anche
fondamentali, in ogni aspetto della nostra vita: il lavoro, la
famiglia, le relazioni con il nostro partner, le relazioni di amicizia,
le relazioni più formali ma indispensabili, le relazioni nel gioco di
squadra, le relazioni sul lavoro, sul costruire un team e così via...
Dal punto di vista psicologico ogni segnale del nostro corpo ha un
proprio significato, e ci manda un messaggio relativo ad una fase di un
nostro progetto, sia esso di vita, di lavoro, di relazioni o altro.
Riuscire a porci di fronte a questi segnali identificando un problema
creativo che ci permetta di trovare una soluzione che mette in
gioco le nostre potenzialità è per noi fondamentale. In questo modo
possiamo riuscire a trasformare un segnale del corpo, da fastidioso o
dolente, a spunto per crescere, ascoltandoci in modo diverso e
soprattutto in modo integrato. Questo ci permetterà di trovare nuove
soluzioni, nuove idee e nuove domande che contribuiranno alla crescita
nostra e dei nostri progetti.

