Quando il corpo ci parla di problemi interessanti.

Articolo di Cecilia Mariotto.

Trasformo di Dario BallantiniL'interessantissimo punto di vista proposto dal Problem Telling mi ha fatto riflettere sulla grande positività degli spunti che offre. Creare, narrare problemi interessanti, irresistibili, a cui trovare un'altrettanto interessante soluzione è uno spunto che stimola notevolmente la nostra creatività, e soprattutto ci consente di metterci in gioco con tutte le nostre carte, e di crearne anche di nuove, se questo può esserci utile e funzionale.

Come psicologa e operatrice shiatsu mi interessa molto condividere con voi i problemi che ci pone il nostro corpo. Mettersi in gioco anche su questo piano, ascoltando ogni tipo di linguaggio che noi conosciamo è molto importante. Il corpo ha un suo linguaggio per parlarci, per mandare i suoi segnali, e sta a noi ascoltarlo e fare tesoro del campanello che sta suonando.

Ed è con lo spirito creativo del “Problem Telling” che possiamo ascoltarci dando ad ogni problema il suo nome, come scrive Giuseppe Vitale nel Decalogo dei Problem Teller.

A questo punto, come ci parla il nostro corpo? Come possiamo “tradurre” i suoi segnali?

A questo proposito mi piace citare nuovamente uno spunto di Giuseppe, in I Problemi e la stupidità in cui sottolinea come non dobbiamo avere paura nell'ascoltare un nostro problema, perchè è proprio attraverso il modo in cui ci poniamo di fronte ai nostri problemi che abbiamo la possibilità di liberare la nostra creatività e la nostra fantasia. E in questo modo abbiamo sempre una strada che ci consente di crescere.

Pensiamo a come ci parla il nostro corpo, ai segnali che ci manda, e a come noi li cogliamo. Ad esempio, di fronte ad un mal di testa abbiamo diverse possibilità: possiamo arrabbiarci per il fastidio che ci arreca, possiamo prendere qualcosa che in quel momento ce lo allevia, possiamo invece aspettare che passi cercando di riposare, possiamo, ancora, chiederci: “perchè mi è venuto il mal di testa”?

Questa domanda ci consente di porci un nuovo problema. Se sappiamo porci un problema che possa esserci utile, ad esempio dall'evento “mal di testa”, abbiamo in qualche modo saputo cogliere il segnale allora abbiamo tutte le possibilità per dare un senso a questo momento.

Ma, vi chiederete, come si può definire utile un forte mal di testa?

Domanda più che legittima. Sta a noi giocarci bene la palla.

Abbiamo un forte mal di testa, cerchiamo di ascoltare in che momento ci è venuto. Chiediamoci: cosa stavo facendo, che cosa mi ha impedito di fare questo forte mal di testa, sono riuscita o riuscito a fare tutto quello che avevo voglia di fare... e via dicendo. Sta a noi darci la possibilità di porci tante domande, senza paura, perchè le facciamo nel rispetto di noi stessi. E con lo stesso rispetto possiamo poi risponderci, in tutta sincerità, perchè attraverso il modo che abbiamo di ascoltare il segnale, e quindi di porci il problema, possiamo poi trovare una soluzione interessante.

Il nostro corpo è un'ulteriore porta attraverso cui entrare e conoscere noi stessi. Siamo un unità integrata di mente e corpo, ed è quindi importante ascoltarci nella nostra interezza. Perchè ogni segnale che il corpo ci da ci permette di stimolare questa nostra unità, perchè attraverso il suo segnale possiamo, attraverso la nostra mente, la nostra conoscenza, la nostra elaborazione, porci il problema in modo funzionale e creativo per noi. Questo per riuscire a utilizzare qualsiasi spunto per crescere e per migliorare ogni volta.

Proviamo ad ascoltare la differenza, se ci capita, che passa tra il “prima” e il “dopo” un esercizio di rilassamento. Cosa notiamo di diverso? Come ci percepiamo? Il flusso di energia che scorre lo percepiamo solo a livello corporeo o in qualche modo ha influito anche sul flusso delle nostre idee? Ci fa vedere le cose da un altro punto di vista?

Partendo quindi da un mal di stomaco, da un mal di testa, dal fatto di avere molto sonno, o di non averne affatto, possiamo iniziare a prendere spunto per quelli che il Problem Telling definisce “problemi irresistibili”.

Per cui anche dai segnali del nostro corpo si può arrivare a porsi questi problemi: la strada che sto prendendo mi sta portando ad una cosa che mi piace? Quello che sto facendo è una cosa che mi soddisfa? Voglio realizzare un lavoro di squadra, per raggiungere il mio obiettivo, come posso fare?

E questi sono segnali che possono esserci molto utili, anche fondamentali, in ogni aspetto della nostra vita: il lavoro, la famiglia, le relazioni con il nostro partner, le relazioni di amicizia, le relazioni più formali ma indispensabili, le relazioni nel gioco di squadra, le relazioni sul lavoro, sul costruire un team e così via...

Dal punto di vista psicologico ogni segnale del nostro corpo ha un proprio significato, e ci manda un messaggio relativo ad una fase di un nostro progetto, sia esso di vita, di lavoro, di relazioni o altro. Riuscire a porci di fronte a questi segnali identificando un problema creativo che ci permetta di trovare una soluzione che mette in gioco le nostre potenzialità è per noi fondamentale. In questo modo possiamo riuscire a trasformare un segnale del corpo, da fastidioso o dolente, a spunto per crescere, ascoltandoci in modo diverso e soprattutto in modo integrato. Questo ci permetterà di trovare nuove soluzioni, nuove idee e nuove domande che contribuiranno alla crescita nostra e dei nostri progetti.